Leo, they’ll forgive you.

Questi sono i Notwist. E il pezzo si chiama Hands on us.
È ipnotico, parte dei suoni si rincorrono, trovano una nicchia nelle tue orecchie e non si muovono più.
Come il triangolo che descrive un rombo. O gli archi che sembrano alzarsi in un volo stanco ma preciso.
Aldilàditutto, mi accompagnano in simbiosi.

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~ di it's me su gennaio 13, 2009.

3 Risposte to “Leo, they’ll forgive you.”

  1. ‘Come il triangolo che descrive un rombo’: scusami ma questa non è una minchiata. è poesia., pura poesia intesa come nuovi intrecci di parole che creano nuovi significati, nuove costruzioni-invenzioni, nuovi linguaggi, nuovi pensieri.io vado alla ricerca (attraverso tutti i canali possibili) di poesia da quella classica a quella sperimentale, perchè essa per me costituisce una chiave di lettura di ciò che esiste e di ciò che esisterà o che esiste già e ancora non conosciamo.

  2. …non smettere di scrivere tu che sai scrivere con la ‘penna delle parole’che permette l’evoluzione del camminare delle cose e se qualcuno ti apporta critiche o ti deride allora significa che scrivi molto bene.

    • bentrovat*. più che la critica, dovrei temere l’indifferenza 🙂 come vedi il “popolo” del blog é una piccola tribù di una piccola foresta di un piccolo atollo di un piccolo …
      tu? scrivi? mi farebbe piacere leggerti. torna.

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