A mio modo

•marzo 11, 2012 • 1 commento

Viene dai Magnetici Fields, Merritt. Una voce calda che anticipa di quasi un mese la primavera; che tarda ad arrivare, oramai da troppo tempo. A ricordo di un film, Pieces of April, caldo anch’esso. Come un abbraccio che ti avvolge e ricompone tutti i pezzi che hai sparso qua e là. Nel giorno del Ringraziamento.

Harold T Wilkins, or how to make me smile and sing and see that not all is lost

•febbraio 21, 2012 • 2 commenti

Una strana sensazione lasciano i Fanfarlo, ballate quasi antiche, che ti viene da cantare, a bassa voce e con la malinconia che ti spiazza e ti rompe la voce. Belli, loro. Oggi prendo la macchina, solo per ascoltarli e farli viaggiare con me.

quello che può far male

•febbraio 14, 2012 • Lascia un commento

Quello che dovrei sentire, che dovrei farmi dire. Una volta per tutte. Per non costruire più nulla sull’idea, su una cosa che non esiste più. Una verità fra le tante, forse. Ma per me una verità che può tornare a farmi vivere. Be brave.

il giardino delle rose

•gennaio 25, 2012 • 1 commento


ecco, arrivata a destinazione.

fortunately punk’s not dead. but sometimes even pop’s not bad.

•gennaio 25, 2012 • Lascia un commento

due o tre pezzi che avrei voluto diarizzare (lo farò a breve), ma questa “too insistent” mi faceva troppa pressione. move on, sembra dire. come te che stai cercando di reagire ad un dolore incontenibile, non realizzabile, quasi originario. con un abbraccio.

Warm

•gennaio 3, 2012 • Lascia un commento


Poteva non esserci più nulla dopo il funerale qui sotto. Ma la visita di alcuni amici, una passeggiata in montagna, lunghe chiacchierate alla luce di candele attraverso i nostri bicchieri di vino hanno ridato lancio al mio giradischi. E questo è un pezzo che non poteva mancare nello scorrere antico di ricordi rinnovati. Con tutto il vinile, pezzo dopo pezzo, si scalda il cuore e ti scorre il sale dagli occhi. “she gave me crazy love”, sorrisi complici di qualche rimpianto, chitarra e basso in mano a scimmiottare i grandi vecchi.

Pallbearers

•gennaio 25, 2011 • Lascia un commento

Ecco il pezzo finale per la mia colonna sonora. Immagina di sentire voci cantare mentre si scava la terra e al minuto 2.36 ipotetici figli che portano a spalla il mio corpo nel legno della bara, ciondolando a ritmo, sorridendo alla memoria di ciò che é stato.